Opere di urbanizzazione affidate ai privati, arriva il nuovo regolamento: domani il voto in Consiglio comunale

La proposta presentata dall’assessora all’urbanistica Francesca Coppola disciplina progettazione, esecuzione, collaudo e cessione al Comune delle infrastrutture realizzate nell’ambito degli interventi edilizi. Priorità a spazi pubblici, percorsi pedonali e ciclabili, permeabilità urbana e infrastrutture verdi

Domani, martedì 4 agosto, il Consiglio comunale di Genova sarà chiamato a discutere la proposta della giunta per l’approvazione del nuovo regolamento dedicato alle opere di urbanizzazione realizzate da soggetti privati.

Il provvedimento, presentato dall’assessora all’urbanistica Francesca Coppola, punta a definire in modo organico le condizioni e le procedure che devono essere rispettate quando un operatore privato esegue direttamente infrastrutture e servizi destinati all’uso pubblico nell’ambito di un intervento edilizio.
Il regolamento riguarda in particolare le opere previste nei comparti sottoposti a piani urbanistici operativi e nei permessi di costruire convenzionati. Il testo stabilisce le modalità di progettazione, realizzazione, verifica, collaudo e successiva presa in carico da parte del Comune, oltre alle garanzie che il soggetto attuatore deve fornire durante tutte le fasi dell’intervento.
Uno dei punti centrali riguarda la possibilità per il privato di chiedere che il valore delle opere realizzate venga sottratto, interamente o in parte, dagli oneri di urbanizzazione dovuti al Comune. Il documento precisa, tuttavia, che lo scomputo non costituisce un diritto automatico. La sua accettazione resta una facoltà dell’amministrazione, che dovrà effettuare una valutazione preventiva e motivata sulla coerenza dell’opera con l’interesse pubblico, la pianificazione vigente e le priorità comunali.
Le infrastrutture ammesse allo scomputo dovranno essere realizzate su aree comunali oppure su terreni privati destinati a essere ceduti al Comune. Una volta completate, entreranno a far parte del patrimonio indisponibile dell’ente, saranno vincolate alla funzione pubblica e non potranno essere vendute.
Il Comune potrà anche privilegiare il pagamento degli oneri rispetto alla costruzione diretta delle opere. Lo scomputo sarà ammesso soltanto quando venga dimostrato che il versamento del contributo non consentirebbe di ottenere la stessa infrastruttura in tempi utili oppure quando l’opera debba necessariamente essere realizzata insieme all’intervento edilizio.
Il regolamento individua inoltre le caratteristiche necessarie affinché un’opera possa essere considerata di effettivo interesse pubblico. Dovrà produrre benefici per una platea ampia di cittadini, essere coerente con il Piano urbanistico comunale e con gli altri strumenti di pianificazione e contribuire a risolvere carenze o criticità legate, per esempio, all’accessibilità, alla sicurezza, al microclima, alla coesione sociale e alla qualità dell’ambiente urbano.
Tra gli interventi considerati prioritari figurano la rimozione delle superfici impermeabili, l’aumento della capacità di assorbimento del suolo, la riqualificazione degli spazi pubblici esistenti, la realizzazione di percorsi pedonali e ciclabili continui e sicuri e la creazione di infrastrutture verdi e blu capaci di migliorare la resilienza climatica e la salute pubblica.
Resterebbero invece escluse dallo scomputo le opere necessarie soltanto al funzionamento dell’intervento privato o destinate a compensarne gli effetti. Le infrastrutture indispensabili per assorbire l’aumento di traffico generato da nuove funzioni private, per esempio, sarebbero considerate misure di mitigazione e non vere opere di urbanizzazione da portare in detrazione.
Il testo prevede anche che, in alternativa alla monetizzazione degli standard urbanistici non realizzabili, l’operatore possa proporre la riqualificazione di spazi pubblici esistenti situati nel municipio interessato o nelle immediate vicinanze dell’intervento. Anche questa possibilità sarebbe subordinata alla verifica dell’interesse pubblico da parte del Comune.
Secondo la proposta, l’introduzione del regolamento dovrebbe aumentare la chiarezza delle procedure, migliorare la qualità delle opere e rendere più trasparenti i rapporti tra amministrazione e soggetti privati.
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